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Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino

Voltumna, un dio e un vino sull’Appennino

L’Etruria intesa come territorio enologico è vasta ed eterogenea, presenta terreni, colture e soluzioni di comunicazione assai diverse ma, come abbiamo visto, spesso incentrate sul paradigma etrusco. A Dicomano, nel Mugello/Valdisieve, il supremo numen ovvero Voltumna «siede offrendo le spalle all’Appennino». Anche qui chi crea vino ha sentito la necessità di rifarsi ai Rasenna. I […]

La Torre di Buiano e la sorgente Acquinvogliolo

La Torre di Buiano e la sorgente Acquinvogliolo

Domenica 18 settembre 2016 il gruppo escursionistico Il Crinale in collaborazione con la Fattoria di Montereggi ed altri organizza un’escursione alla Sorgente Acquinvogliolo e all’affascinante Torre di Buiano, ciò che resta di un fortilizio medievale posto sulla viabilità fiesolana, località poi nota come taverna ma anche per le apparizioni del curioso fantasma di Caponsacco de’ Caponsacchi (…)

Apppunti sul “fuoco” della fiorentinità

Apppunti sul “fuoco” della fiorentinità

Lo scorso sabato 23 giugno ero tra il pubblico dell’auditorium di via Folco Portinari a Firenze, convinto che, in un modo o nell’altro, avrei assistito ad un convegno dedicato al “fuoco”…

Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici

Nuove ristampe per i nostri titoli etruscologici

Finalmente disponibili le ristampe di “Etruschi, il vincolo dell’unità sacrale” di Enio Pecchioni e “Le porte degli Inferi in Etruria” di Bernardo Tavanti, libri che hanno suscitato molto interesse negli ultimi anni.

A Pietracupa un “Pranzo storico” tra i più antichi della Toscana

A Pietracupa un “Pranzo storico” tra i più antichi della Toscana

(…) All’inizio del XVII secolo venne costituita un’opera laicale denominata “Società dei Bifolchi” in ricordo di quei contadini che, fornendo gratuitamente il trasporto dei materiali e mano d’opera, contribuirono all’edificazione della chiesa. Sono oltre quattrocento anni che a Pietracupa si rinnova la tradizione di ritrovarsi…

Vinsanto: come si crea, come si comprende

Vinsanto: come si crea, come si comprende

Il libro è stato realizzato nell’ambito della fattoria di Montagliari (Greve in Chianti) dove studiosi di enogastronomia e di storia toscana si incontrano abitualmente per convegni e convivi. Il vinsanto è creato da secoli a Montagliari secondo le “regole” che permisero la distinzione del prodotto chiantigiano dall’universo dei vini passiti (o “vini alla greca”). La fattoria è dotata di una notevole vinsanteria con caratelli orginali e strumentazioni artigianali. (…)

Phylica e lo spirito etrusco originario

Phylica e lo spirito etrusco originario

(…) Phylica, nome di una schiava che offrì fiori e frutti agli Dei (come risulta da un frammento ceramico populoniense), e Velthune, uno dei tanti nomi della divinità etrusca per eccellenza, invero il romano Vertumnus (…)

Cenni su «surrogati di io» e teorie di de-strategizzazione

Cenni su «surrogati di io» e teorie di de-strategizzazione

(…) Da qui la necessità di creare degli io cavia, o meglio dei surrogati di io, da gettare in pasto all’oblio perchè la povera anima, che vive tra i vivi il richiamo della materia e che per indole confonde l’attualità con l’attualizzazione, sia doppiamente illusa e quindi sedata (…)

Il Lucumone veste viola

Il Lucumone veste viola

Lì per lì può sembrar bizzarro che un vino dal nome eminentemente etrusco, il Lucumone, sia prodotto al 100% con uvaggio Cabernet Sauvignon, essendo gli etruschi spesso ricondotti, talvolta con note fantastiche, al Sangiovese; ma sembra che, proprio come gli etruschi, il cabernet “selvaggio” proverrebbe dall’oriente greco (Kapnios) o forse dall’Epiro. Nell’indagine sulle definizioni etruscofile di certi vini, la storia permette talvolta di tracciare interessanti collegamenti.

Per un Libro che sappia “vivere della sua stessa morte”

Per un Libro che sappia “vivere della sua stessa morte”

(…) ho accennato al “libro che vive della sua stessa morte” e ho salutato positivamente la possibilità della persistenza della “morte del libro”; ma in seguito ho constatato che, contrariamente, esso tende a non morire né come formato (le vendite dei libri di carta, dopo anni di flessione, stanno aumentando!) né in senso più “altamente” simbolico (…)

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