Author Archive

Figli di Enea. Le origini delle città italiche

Figli di Enea. Le origini delle città italiche

Nella storia di ogni città esiste un momento tipico, d’importanza assiale, in cui la classe dominante, appropriandosi di frammenti di leggende e tradizioni popolari, determina le origini mitologiche degli antenati della cittadinanza. Si compie dunque una sorta di operazione di “restauro invasivo” in cui pezzi di passato (presunto o reale) sono riunificati dal “disegno delle necessità” e riaffermati in un affresco narrativo sorprendente quanto, dal nostro punto di vista, improbabile (…)

Oltre i confini della Buona Tavola

Oltre i confini della Buona Tavola

Come tutte le pubblicazioni dedicate alla gastronomia tipica, il libro nasce dall’amore per il cibo e per il territorio, dalla conoscenza delle tradizioni e le leggende locali. Ma proprio nelle leggende il nostro autore ha notato un dettaglio spesso trascurato: l’esistenza dei Draghi, animali fantastici ricordati nelle cronache del nostro medioevo e descritti in un antico trattato culinario (…)

Editoriale [ottobre]

Editoriale [ottobre]

Pur essendomi alquanto appassionato alle tematiche trattate con Press & Archeos – dal punto di vista editoriale ma anche autoriale -, non ho mai smesso di osservare alcuni aspetti diciamo “sinistri” e calcolare alcuni pericoli che seguivano come un’ombra la mia attività e quella di altri colleghi o collaboratori (…)

Editoriale [settembre]

Editoriale [settembre]

Negli ultimi anni ho avuto modo di confrontarmi con una (…)

Le porte degli inferi in Toscana

Le porte degli inferi in Toscana

Sin dal tempo degli Etruschi le terre di Toscana e del nord del Lazio sono caratterizzate da una speciale familiarità con l’Inferno. Prima le antiche necropoli con le loro leggende e le loro immagini inquietanti, poi la letteratura dantesca e i suoi sviluppi romantici, hanno consolidato un rapporto che sembra distinguere l’identità toscana, la sua psicologia e il suo immaginario (…)

Il Ragazzo di fango

Il Ragazzo di fango

In un luogo e tempo non identificati si svolge la breve discesa agli inferi di un dodicenne senza nome, che tenta una sfortunata fuga da casa, per sottrarsi alle pressioni di una famiglia disaffettiva e opprimente. Attraverso un monologo interiore lacerato, prontamente definito “flusso di in-coscienza”, il lettore affronta (…)

Il fantasma del Giglio

Il fantasma del Giglio

Chiamato da una vocazione misteriosa, un fotografo professionista decide di recarsi sull’Isola del Giglio. Qui, dopo una serie di enigmatici eventi, rievocherà una drammatica esperienza avvenuta al tempo degli Etruschi.

Le pietre rubate dall’antica torre

Le pietre rubate dall’antica torre

Furto di pietre dall’antica torre di Montegrossi, in vetta al monte omonimo a 701 metri, con duplice negativo esito: si depaupera più che mai questa rocca in pittoresca rovina da secoli, alta sui resti delle escavazioni di pietra, e si rischia di smantellare residue strutture portanti che indurrebero a crolli pericolosi. Già anni fa, proprio su queste colonne (La Nazione, ndr), si parlò di questo problema. Adesso, a rilanciarlo, è intervenuto Renzo centri, esperto storico locale ed autore del volume sui sentieri del culto di San Michele (insieme a Lorenzo Pecchioni ) presentato di recente a Coltibuono. «Un evento increscioso che si sta verificando nel territorio di Gaiole in Chianti – racconta Renzo Centri -. (…)

Alcune precisazioni

Alcune precisazioni

Oggi vengo a scrivere sul sito di P&A per compiere alcune precisazioni a proposito di tre articoli apparsi su un giornale di cronaca fiorentino, dedicati al libro “I Sentieri di San Michele” e all’incontro di presentazione che abbiamo tenuto il 16 marzo scorso.
Anche se non possiamo non ringraziare i giornalisti per l’attenzione rivolta al nostro lavoro, devo specificare, a chiare lettere, che io e il mio coautore non abbiamo scoperto le cave di Monterantoli (come affermato nell’articolo in data odierna 6 giugno). Esse sono note da sempre ai numerosi ricercatori che si sono dedicati a questa zona dei monti del Chianti.

Il Toro come simbolo divino in Sardegna

Il Toro come simbolo divino in Sardegna

Il toro rappresentava la forza creatrice della natura, in particolare del Sole. Infatti, nelle raffigurazioni in cui ci sono state tramandate le loro immagini, i tori portano il disco solare tra le corna. Il toro Api si confonde anche con Osiride, il dio della resurrezione dell’anima; questo animale aveva, perciò, molta importanza nell’antico Egitto. Nel recinto sacro, a Saqqara, si teneva racchiuso, protetto e adorato fino alla morte, un magnifico esemplare di toro che secondo la leggenda dimagriva ed ingrassava a seconda delle fasi lunari e aveva una macchia bianca sulla fronte a forma di mezzaluna; al momento del trapasso, veniva mummificato e sepolto con una solenne cerimonia alla quale partecipava tutto il popolo. Ma subito, un nuovo toro lo sostituiva, a significare la continuità della vita sulla terra (…)

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