Cosa unisce popoli così diversi tra loro come i lituani, gli iraniani,gli inglesi e i popoli del nord dell’India? Da dove provenivano i misteriosi Indoeuropei? Quali sono le tracce remote che ancora persistono nelle lingue moderne? E quali, tra le fantasiose ipotesi che sono state fatte sugli “ariani” hanno una reale base scientifica?
Olimpiade era chiamato in Grecia il periodo di quattro anni che intercorreva tra le feste Olimpie: si trattava delle più antiche feste greche, che si celebravano ad Olimpia nell’Elide, storica regione del Peloponneso nordoccidentale, bagnata dallo Ionio. In seguito, le Olimpiadi si identificarono con i giochi agonistici che si svolgevano durante quelle storiche feste. L’esplorazione archeologica del santuario di Olimpia, situato alla confluenza dei fiumi Alfeo e Cadeo cominciò nel 1875 col rinvenimento di numerosi reperti oggi custoditi nel museo locale (…)
L’ultimo tentativo per un Regno d’Italia indipendente fu quello di Arduino d’Ivrea (955-1015), proclamato re dai grandi feudatari italiani, malcontenti della potenza a cui erano giunti i vescovi, divenuti conti delle città. Egli lottò contro l’imperatore di Germania Enrico II; ma abbandonato da tutti, si ritirò nel monastero di Fruttuaria (San Benigno Canavese), ove morì. Il dominio di quest’ultimo segnò la scomparsa del regno feudale indipendente in Italia, il quale ormai cadeva sotto il dominio delle varie dinastie tedesche. Ma ripercoriamone la storia (…)
La crisi economica e demografica che afflisse l’Italia dalla metà del IV al VI secolo d.C., non aveva impedito, grazie a Teodorico, la costruzione dentro la piccola cerchia muraria fiorentina della chiesa cattedrale di S.Reparata e di un Battistero ariano poco discosto dal futuro “Bel San Giovanni” (…)
(…) Anche Adalberto d’Ivrea morì ed Ermengarda prese in mano le redini del marchesato. Berta si precipitò da lei, e piena d’ira redarguì la figlia che aveva preferito Rodolfo anziché prodigarsi per porre la corona sul capo del fratellastro Ugo di Provenza.
Il Regno Italico appare già citato alla fine del secolo V, sotto Odoacre, ed è poi menzionato da tutti i sovrani che si impadronirono della Penisola. Ha però veste ufficiale soprattutto da Berengario I al nipote Berengario II. Esso comprendeva parte dell’Italia Settentrionale, parte della Tuscia sino al territorio della Chiesa. Il regno attraversò periodo storico d’anarchia feudale che cessò con la vittoria dell’imperatore Ottone I su Berengario II (…)
Campi Bisenzio – Una serata dedicata agli appassionati di Storia ed Archeologia quella che offre Libri di Toscana: venerdì 2 marzo si terrà la presentazione del libro “Firenze Etrusca” (Edizioni Press & Archeos) scritto a due mani da Giovanni Spini e Enio Pecchioni, esperti autori in tema di archeologia e ricostruzione storica (…)
(…) Molte sono le domande che si pone l’autore, esaminando il Cenacolo di Leonardo ed altri dipinti, riscoprendo antichi documenti che dettano le regole per la raffigurazione della scena sacra, mostrando infine un’Ultima Cena ancora inedita al grande pubblico, dove è assente un elemento molto significativo…
Intorno alla metà del IV secolo a.C. Teopompo, la lingua più malevola di tutta la letteratura antica (maledicentissimus lo appellava Cornelio Nepote), scriveva nel libro CLIII della sua Storia: “…Presso i Tirreni (Etruschi) le donne sono tenute in comune, hanno molta cura del loro corpo e si presentano nude, spesso, fra uomini, talora fra di esse, in quanto non è disdicevole il mostrarsi nude. Stanno a tavola non vicino al marito, ma vicino al primo venuto dei presenti e brindano alla salute di chi vogliono. Sono forti bevitrici e molto belle da vedere…” Altri autori, come Aristotele, le accusavano di banchettare con gli uomini, coricate sotto lo stesso mantello; Plauto insinuava che si procurassero la dote vendendo i propri favori.
Esiste un luogo dei monti del Chianti, oggi impervio e scarsamente frequentato, che custodisce le tracce di un evento solo apparentemente secondario, l’inizio di una storia destinata a svilupparsi altrove in modo sorprendente.